Torta sbrisolosa della zia Mirella
Si tratta di un dolce tipico mantovano dalle antiche origini (pare risalga a prima del '600) , ma che per la sua semplicità e per gli ingredienti utilizzati è stato adottato in tante altre città lombarde e dell'Emillia: tra le tante anche Cremona vanta la sua versione, denominata "sbrisuluusa". Inutile dire che esistono molte varianti di questo dolce ed è facile intuire che col passare dei secoli anche gli ingredienti e le loro proporzioni si sono adattati al gusto delle varie generazioni che lo hanno tramandato.
Anche nella mia famiglia c'è una ricetta che viene conservata ed è quella che la zia Mirella con tanto amore e passione mi ha trasmesso. Da notare che nella variante cremonese non sono presenti le mandorle che invece guarniscono ed impreziosiscono il dolce mantovano.
| Ingredienti: 500 gr. farina bianca 180 gr. farina gialla finissima 25 gr. burro 200 gr. strutto 200 gr. zucchero 1 buccia di limone grattugiata 1 bicchierino di liquore (Anice o Sambuca) 1/2 bustina di lievito |
Preparazione:
Unire tutti gli ingredienti ad ottenere un impasto molto friabile. Sbriciolarlo tra le mani di modo che si formino tante piccole briciole della stessa grandezza.
Riempire una teglia dai bordi bassi e livellare leggermente l'impasto.
Cuocere a forno moderato (180°) fino a quando la torta non avrà raggiunto un bel colore dorato, ci vorrà circa un'ora.
Appena tolta dal forno tagliarla subito a quadretti, si eviterà così di romperla.
Difficoltà: 5
Tempo di preparazione: 50/60 minuti
Voto personale: 8
Non tutti sanno che...
"Anticamente la sbrisolona era chiamata “torta delle tre tazze” per l’eguale quantità, misurata in tazze, dei suoi tre ingredienti canonici: farina gialla, farina bianca e zucchero.
Ciò che rende unica questo dolce è la sua innata capacità di sbriciolarsi. Com’è possibile tagliarlo con un coltello e ricavarne tante fette uguali e ben definite? Non lo è, e allora ecco la licenza di usare le mani e di spezzettarlo con le dita".


















