domenica 24 maggio 2009

Torta sbrisolosa della zia Mirella

Si tratta di un dolce tipico mantovano dalle antiche origini (pare risalga a prima del '600) , ma che per la sua semplicità e per gli ingredienti utilizzati è stato adottato in tante altre città lombarde e dell'Emillia: tra le tante anche Cremona vanta la sua versione, denominata "sbrisuluusa". Inutile dire che esistono molte varianti di questo dolce ed è facile intuire che col passare dei secoli anche gli ingredienti e le loro proporzioni si sono adattati al gusto delle varie generazioni che lo hanno tramandato.
Anche nella mia famiglia c'è una ricetta che viene conservata ed è quella che la zia Mirella con tanto amore e passione mi ha trasmesso. Da notare che nella variante cremonese non sono presenti le mandorle che invece guarniscono ed impreziosiscono il dolce mantovano.

Ingredienti:
500 gr. farina bianca
180 gr. farina gialla finissima
25 gr. burro
200 gr. strutto
200 gr. zucchero
1 buccia di limone grattugiata
1 bicchierino di liquore (Anice o Sambuca)
1/2 bustina di lievito

Preparazione:

Unire tutti gli ingredienti ad ottenere un impasto molto friabile. Sbriciolarlo tra le mani di modo che si formino tante piccole briciole della stessa grandezza.
Riempire una teglia dai bordi bassi e livellare leggermente l'impasto.
Cuocere a forno moderato (180°) fino a quando la torta non avrà raggiunto un bel colore dorato, ci vorrà circa un'ora.
Appena tolta dal forno tagliarla subito a quadretti, si eviterà così di romperla.

Difficoltà: 5
Tempo di preparazione: 50/60 minuti
Voto personale: 8

Non tutti sanno che...
"Anticamente la sbrisolona era chiamata “torta delle tre tazze” per l’eguale quantità, misurata in tazze, dei suoi tre ingredienti canonici: farina gialla, farina bianca e zucchero.
Ciò che rende unica questo dolce è la sua innata capacità di sbriciolarsi. Com’è possibile tagliarlo con un coltello e ricavarne tante fette uguali e ben definite? Non lo è, e allora ecco la licenza di usare le mani e di spezzettarlo con le dita"
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venerdì 2 gennaio 2009

Le tre Creme

Inauguro il 2009 con questa semplice ricetta che si è rivelata essere una soluzione veloce e di successo per accompagnare il vostro panettone (o pandoro) nei festeggiamenti di queste ultime feste: le tre creme. Una classica mascarpone più le sue due varianti, una al cioccolato ed una al caffè. L'originalità della ricetta sta nel fatto che si preparano contemporaneamente con un notevole risparmio di tempo e non sono neppure molto caloriche visto che il mascarpone viene alleggerito dalla medesima quantità di ricotta!
Le tre creme possono essere usate come semplice accostamento o per farcire il dolce natalizio , ma anche un semplice pan di Spagna.

Ingredienti:
2 uova
200 gr. zucchero
250 gr. mascarpone
250 gr. ricotta
2 cucchiai cacao
2 cucchiai caffè solubile
q.b. liquore (va bene anche il limoncello)

Preparazione:

Monta con con la frusta i tuorli e zucchero e aggiungi il liquore. Monta a parte gli albumi a neve.
Incorpora prima il mascarpone, poi la ricotta e solo alla fine l'albume montato con movimenti rotatori dal basso verso l'alto.
A questo punto dividi il composto in tre parti una è già pronta da servire, in una aggiungere il cacao in polvere e nell'altra il caffè solubile dopo averlo fatto sciogliere in un goccio di liquore o acqua tiepida.

Non tutti sanno che...
"Il nome Mascarpone o Mascherone, verrebbe fatto derivare dall’espressione utilizzata nel ‘200 da un nobile spagnolo che, assaggiando per la prima volta il latticino avrebbe esclamato: “Mas que bueno” cioè “Più che buono”. Un’altra ipotesi forse più accreditata ricondurrebbe il termine alla parola “mascherpa” o “mascarpia” che in dialetto lombardo indica la Ricotta.
Le sue origini restano sconosciute, anche se la produzione e il consumo risalgono al XII sec. Forse, si arrivò a produrre il Mascarpone per non sprecare niente di ciò che si poteva ottenere dal latte".