martedì 20 novembre 2007

Rotolo di Tonno

Quante volte vi sarà capitato di dover preparare una cena con la dispensa ridotta al minimo? Ecco a voi una simpatica proposta per una cena gustosa e leggera ... molto facile da preparare purché in dispensa vi sia rimasto almeno un po' di tonno in scatola!
Questa sorta di "polpettone" a base di tonno si prepara in un attimo ed una volta cotto è un ottimo antipasto o, perché no, una deliziosa pietanza leggera. Si conserva in frigorifero ed è ottimo sia freddo che a temperatura ambiente. Può essere condito con prezzemolo, olio, limone e guarnito con semplici ciuffetti di maionese. La cottura senza grassi lo rende un piatto poco calorico e facilmente digeribile. Insomma: una semplice ricetta per una pietanza originale e gustosa...

Ingredienti:
240 gr. tonno in scatola
100 gr. grana grattugiato
100 gr. pane grattugiato
2 cucchiaini di capperi
1 uovo
1 mangiata di prezzemolo
sale
pepe


Preparazione:
Formare un impasto omogeneo unendo tutti gli ingredienti. Disporre il tutto su un foglio di carta da forno, precedentemente inumidita e strizzata, e formare un grosso rotolo arrotolando le estremità a mo' di caramella.
Immergere in acqua fredda e cuocere per 30 minuti. Lasciare raffreddare completamente e servire affettato e condito con olio, limone e prezzemolo.

Difficoltà: 5
Tempo di preparazione: 1 ora
Voto personale: 6 1/2

Non tutti sanno che...
Il tonno in scatola [...] è un prodotto che gode di una buona immagine di genuinità, essendo semplicemente un pesce cotto con l’aggiunta di olio e sale, senza additivi. Veramente è permesso aggiungere il gluttammato monosodico, che è un esaltatore di sapidità e va dichiarato nell’elenco degli ingredienti: se c’è, significa che la materia prima è scadente e quindi ne è stato rinforzato il sapore con l’additivo.
Possono essere inscatolate sette specie di tonno. Quelle più buone sono: il Thunnus thynnus (che ha le carni rosa ed è detto anche tonno rosso) e il Thunnus alalunga (che ha le carni più bianche). Meno pregiato è il Thunnus albacares, che però è molto utilizzato perché costa meno (viene dai mari tropicali) ed è chiamato anche tonno a pinna gialla o Yellow fin, perché ha le estremità delle pinne gialle. Comunque non è obbligatorio dichiarare in etichetta che specie di tonno sia stata utilizzata.
Il buon prodotto si può riconoscere innanzi tutto alla vista. Se si presenta in pezzi interi significa che sono state utilizzate vere parti del pesce, se è in piccoli frammenti si tratta dei residui della lavorazione, ovviamente meno qualitativi. Tanto più il colore tende al bruno e tanto più si tratta di specie o parti meno pregiate, oppure di tonno "ossidato", cioè di pesce che è stato tenuto a lungo congelato e poi cotto e iscatolato. Altro indizio per valutare la qualità è premere con una forchetta il contenuto, una volta aperta la scatola: dapprima esce l’olio e, in ultimo, un po’ d’acqua, che nel buon prodotto deve essere poca. Naturalmente anche un sapore stopposo sta a significare l’utilizzazione di specie poco qualitative e di parti di scarto.

12 commenti:

Alberto ha detto...

ua, questa me la segno!

Aiuolik ha detto...

Veramente rapido da preparare, interessante!

cuoca compulsiva ha detto...

Sono capitata qui per caso, confesso di non aver letto il tuo profilo attentamente, ma ho notato che parli di cucina della memoria. mi interessa molto. il polpettone di tonno, a Roma è un classico della cucina di portico d'ottavia, un metà della mia famiglia è di religione ebraica, e da noi si fa la vigilia questo piatto. a casa vostra quando lo preparate?

Cipolla ha detto...

Ricetta sfiziosa e interessante! e poi è veramente da "panico dispensa vuota"... :))

Cuocapercaso ha detto...

Molto buono, appetitoso e veloce! me segno la ricetta, grazie!
ciao
Grazia

ReaLupin ha detto...

Ciao a tutti! Mi fa piacere che abbiate gradito la ricettina ;) Provatela...è davvero semplice e gustosa!

@Cuoca compulsiva
Ma che bello scoprire che un piatto che credevo di poco valore ed un po' improvvisato come questo abbia invece origini così antiche... magari sai come si chiama in ebraico?

cuoca compulsiva ha detto...

oddio ora mi cogli impreparata... a casa dei miei si chiama proprio: polpettone di tonno.... però ho un libro molto "alto" sulla cucina giudaico-romanesca... verifico e ti faccio sapere!!
grazie per essere passato da me , e grazie per il link... ricambierò!!

cuoca compulsiva ha detto...

toc toc... ciao, quando puoi passa da me, ho preparato il mio polpettone di tonno. Ah dimenticavo, mi sono informata, a Roma tutti lo chiamano polpettone di tonno e basta.

ReaLupin ha detto...

Beh direi che la tua "versione originale" (mi piace definirla così) valga la pena di essere provata...! Voglio sentire la differenza nel gusto data dalla presenza delle uova, poi magari correggo pure la mia ricettina ;)
Ciao e dimenticavo...
Buon Natale!

groovyelisa ha detto...

una domanda: Va fatto cuocere per trenta minuti o per trenta minuti da che l'acqua bolle?

Anonimo ha detto...

..conosceva giá questa ricetta ma non avevo le dosi e cosí le ho cercate in internet e sono finita in questa pagina.
Il risultato é stato soddisfacente ma non ottimo..consiglierei di mettere molto piú tonno per farlo venire meno secco e lo condirei con mayonese e olive nere..oggi riprovo a farlo cosí e vi faccio sapere..
ciaooo

Sara ha detto...

Questo lo provo, mi ispira...grazie
sara

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