sabato 27 ottobre 2007

Rotolo di tacchino allo speck

Molto spesso, quando si hanno tanti ospiti a cena, diventa difficile (e costoso) preparare un secondo piatto che soddisfi il palato e l'appetito. Io ho risolto il problema con ricette come questa che vi sto per proporre: una sorta di "polpettone" a base di tacchino e ricotta.
La preparazione è molto semplice e la cottura veloce, il sapore delicato e raffinato e può essere impreziosito con qualche contorno originale. In questo caso io l'ho accompagnato, vista la stagione, con dell'uva al vino rosso (prossimamente vi darò la ricetta!): un abbinamento che si è rivelato eccezionale.


Ingredienti:
500 gr. di macinato di tacchino
300 gr. di ricotta
3/4 cucchiai di parmigiano
2 cucchiai di prezzemolo
1 uovo
100 gr. di speck
sale
noce moscata


Preparazione:
Unire al macinato di tacchino la ricotta, il parmigiano, il prezzemolo, l'uovo e amalgamare il tutto correggendo con sale e noce moscata.
Distendere su un foglio di carta oleata le fettine di speck a creare una superficie rettangolare ben uniforme della lunghezza del rotolo che andremo a formare. Adagiate sopra lo speck, al centro, l'impasto precedentemente ottenuto e dopo essersi unte le mani con dell'olio (l'impasto risulterà infatti molto appiccicoso), andare a formare un rotolo ben compatto. A questo punto sollevando il foglio di carta oleata far aderire lo speck intorno all'impasto in modo che ne risulti completamente avvolto. Capovolgere il tutto dentro uno stampo per plumcake e cuocere in forno preriscaldato a 170° per 20 minuti (non di più altrimenti l'impasto risulterà troppo asciutto).
Ottimo da servire sia caldo che freddo come antipasto.


Difficoltà: 6
Tempo di preparazione: 40 minuti
Voto personale: 8 1/2

Non tutti sanno che...
La ricotta, pur essendo un prodotto caseario, non si può definire formaggio ma va classificato semplicemente come latticino: non viene ottenuta infatti attraverso la coagulazione della caseina del latte, ma attraverso quella delle proteine del siero di latte, cioè della parte liquida del latte che si separa dalla cagliata durante la caseificazione.
Il processo di coagulazione delle sieroproteine avviene ad un'alta temperatura (80-90°C): il siero viene quindi letteralmente ri-cotto. La tecnologia più antica consisteva solamente nel riscaldare il siero aspettandone la denaturazione e conseguente affioramento della ricotta in superficie.
La massa coagulata viene poi posta in recipienti perforati (anticamente si usavano cestini di vimini o di canne) per scolare il liquido in eccesso.


5 commenti:

sergiott ha detto...

ciao, é preferibile usare la carne del petto (di tacchino) oppure può andar bene anche quella delle coscie? Il macinato, comprende anche la pelle?
Ci hai messo qualche salsa d'accompagnamento?

come vedi oggi sono molto curioso.

ReaLupin ha detto...

Io di solito uso la parte del petto, ma va bene anche quella delle cosce (senza la pelle però...).
Il tipo di cottura impedisce di creare un intingolo proprio, ma vedrai che risulterà morbido al centro e con lo speck leggermente croccante all'esterno ;)
Aspetta le ricetta dell'uva al vino rosso, è ottima come contorno.
Ciao

Giovanna ha detto...

che meraviglia, è proprio un bel secondo, e si puo anche preparare prima , così non bisogna stare dietro ai fornelli al momento di mangiare :)

Angela LOPES ha detto...

Ciao,
Si può sostituire il tacchino con pollo o allora con anatra?

Cipolla ha detto...

Bel piatto, veramente gustoso!!
Se hai tempo, vieni trovarmi... aspetto il tuo voto x il sondaggio! ;-)

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