OSTERIA IL CURSORE di Vicenza
Ed ora è la volta del buon vecchio b.chat: compagno di viaggio e di merende, ospite premuroso, viaggiatore indefesso ed appassionato di guide turistiche! I suoi spostamenti sono sempre caratterizzati da un fine culturale, così pare... a pensarci bene credo che neppure lui sappia dire se le sue mete sono scelte in base all'opportunità di visitare qualche museo o se prevalga il desiderio di cambiare tipo di cucina. Comunque sia seguiamo il suo viaggio nella bella Vicenza.
Vicenza: Antonio Fogazzaro, Giudo Piovene, Paolo Rossi, Alessandro del Piero, Roberto Baggio, Giovan Giorgio Trissino, bhè forse Trissino è un po’ impegnativo come nome, Palladio. Un vero peccato che la Basilica palladiana sia bene infagottata a causa di un restauro. Sicuramente in mio arrivo a Vicenza non è dovuto ad un pellegrinaggio al luogo natio, o di adozione, di una siffatta schiatta di personaggi. Più banalmente sono interessato alla Pinacoteca Civica.
Di straforo c’è pure il tempo per una sbirciatina al Teatro Olimpico, architettura sublime e impianto scenico da mozzare il fiato, ma si sa, chi mi ben conosce, l’architettura non fa per me. La Pinacoteca merita una visita, molta pittura locale e veneta, qualche fondo oro degno di nota, 24 sale allestite in un antico palazzo signorile: a chi è avvezzo a visitar musei può ricordare la Pinacoteca di Cremona. Dopo una fugace visita all’Accademia Olimpica, veneranda istituzione culturale locale, e dopo l’acquisto della loro rivista “Odeo Olimpico”, giunge il tempo del meritato riposo gastronomico.
Tra le varie possibilità opto per l’Osteria “Il Cursore”, ameno ristorantino infrattato fra le viuzze del centro. Un bancone da bar, due salette, non più di 15 tavoli in tutto. Alle pareti stampe di Vicenza e cimeli calcistici: questo è il ritrovo della squadra del Vicenza e dei suoi tifosi; non è raro avere al proprio fianco qualche giocatore o il mister, come è capitato a me. Il cuoco in cucina ha la mano generosa in quanto ad abbondanza nelle porzioni.
Come antipasto un’insalata di baccalà: a Vicenza il baccalà è il re della tavola, quindi è d’obbligo un assaggio. Più che un’insalata è più una mousse tanto il baccalà è amalgamato. La presentazione è spartana: il solito letto di insalata gentile a decorazione. Poco importa: in un covo di calciatori conta la sostanza e non l’apparenza. Di primo un piatto di pasta corta con un leggero sugo al pomodoro e trancio di pesce fresco: porzione veramente gagliarda. Di secondo un arrostino con patate: un normalissimo arrosto di vitello al latte, senza infamia e senza lode, buono ma banale nella sostanza, il classico arrosto che le nostre mamme ci fanno la domenica per farci sentire il giorno di festa. Come dolce una mousse al caffè e amaretto: deliziosa e delicata, una giusta conclusione per chi è venuto a Vicenza con l’intenzione di passare una gustosa giornata. Il tutto innaffiato da una caraffa da mezzo litro di un leggero vino bianco frizzante dei Colli Berici che la casa mette a disposizione.
L’Osteria “Il Cursore” merita un viaggio? Non saprei, di sicuro non si esce delusi, ma nemmeno incantati dalle doti del cuoco. La sufficienza piena la strappa senza nessun problema. Ovviamente meglio “Il Cursore” che un hamburger da Chez McDò o un trancio di pizza appollaiati su uno sgabello al bar della stazione. Fra i 25 e i 27 euro, bevande escluse. La simpatica signora che gestisce l’osteria tiene a sottolineare, anche con la dovuta malizia, che fino a 150 anni fa il locale era un convento. Un incredibile contrappasso: da luogo di gioie dello spirito, a luogo di gioie della gola.





















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