martedì 3 giugno 2008

Semifreddo al cioccolato della nonna Pierina

Per concludere una buon pranzo non deve mancare il dolce... i dolci che preferisco sono quelli a base di cioccolato... ecco quindi che oggi vi presento una torta al cioccolato che nonna Pierina in questi giorni ha voluto farci assaggiare e che credo piacerà a molti di voi. Certo, di torte al cioccolato ce ne sono di tutti i tipi e le fogge, questa mi ha colpito per la semplicità e la particolare consistenza. Da provare!





Ingredienti:

250 gr. nocciole sbucciate e tostate

80 gr. zucchero di canna

70 gr. burro

200 gr. cioccolato fondente

5 tuorli

1 tazza di caffè forte freddo

cacao amaro in polvere

250 gr. di panna montata




Preparazione:

Passare al mixer non troppo finemente le nocciole, incorporare poi il burro e lo zucchero, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Posizionato il bordo di una teglia smontabile su un piatto da portata e foderarlo con l'impasto ottenuto.
Una volta fuso il cioccolato a bagnomaria aggiungere una tazza di caffè ristretto freddo, poi i tuorli (che uno non veda l'altro). Dopo aver incorporato la panna montata spalmare il composto sullo strato precedente e lasciar riposare in frigorifero per almeno 6 ore.
Prima di servire cospargere la superficie con il cacao in polvere.



Difficoltà: 5

Tempo di preparazione: 30 minuti + 6 ore

Voto personale: 8 1/2



Non tutti sanno che...

"La storia del cioccolato ha origini antichissime. I primi a coltivare la pianta del cacao nell'America centrale furono i Maya, intorno al 1000 a.C., e in seguito gli Aztechi. La leggenda vuole che Quetzalcoàtl, dio azteco, prima di scomparire dal mondo donò ai mortali il seme del cacao con il quale si preparava una bevanda amara e piccante dalle straordinarie qualità energetiche e afrodisiache. In suo onore questo seme venne chiamato dapprima cacahualt e poi chocolatl, anticipando il nome rimasto sostanzialmente simile in quasi tutte le trecento lingue del mondo. Fin qui la storia si confonde con la leggenda. Quel che è certo, invece, è che nel 1502, al quarto e ultimo viaggio nelle Indie, Cristoforo Colombo sbarcò nelle terre dell'Honduras dove gli vennero offerti semi di cacao e la bevanda ricavata da essi. Il sapore della cioccolata di quei tempi non doveva essere particolarmente gradevole per gli europei tanto che Colombo non vi diede alcuna importanza.

Diciassette anni più tardi, nel 1519, Hernàn Cortéz, giunto dalla Spagna per conquistare la Nuova Terra, venne scambiato per il dio Quetzacoalt, che secondo la leggenda sarebbe tornato proprio in quell'anno, e per questo accolto pacificamente dall'imperatore Montezuma. Gli fu offerta una piantagione di cacao e i profitti tratti da essa. Cortéz comprese subito il valore economico del cacao e lo portò con sé in Spagna. Qui furono i frati, grandi esperti di miscele e infusi, a sostituire il pepe e il peperoncino con lo zucchero e la vaniglia creando una bevanda dolce e gustosa. E così, per quasi tutto il Cinquecento la scoperta di Cortéz rimase un grande "affare" della Corte spagnola.

Grazie a un commerciante fiorentino, Antonio Carletti, la cioccolata arrivò nel 1606 in Italia, e solo nove anni dopo nel resto dell'Europa. Fino al 1700 era conosciuta solamente come bevanda, e le si attribuivano le più straordinarie qualità benefiche. Dal 1700 in poi si comincia ad apprezzare questo "miracoloso" ingrediente anche sotto forma di solido, venduto a tocchi... e da qui nasceranno i più famosi dolci al cioccolato."

3 commenti:

Raffaella ha detto...

Questo è il periodo giusto per preparare un dolce simile: senza cottura in forno, fresco fresco, e anche veloce, gnam! Complimenti!

ReaLupin ha detto...

Hai perfettamente ragione, poi l'abbinata con le nocciole e il caffè lo rende adattissimo per un fine pasto ;)

Fabiana Del Nero ha detto...

Scioglievole!!
Mi sembra appagante il sol pensiero.
Interessanti le informazioni che fai seguire alle ricette, curiose e culturali al tempo stesso, è un piacere imparare divertendosi.
Questa nonna Pierina poi....che Dio ce la conservi!

Posta un commento